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Terza estate dell’era-Covid. A ripensare al 2020 e alla prima ondata di pandemia, la cosa merita essere festeggiata, anche nel surreale sovrapporsi dell’altra guerra, quella dei veri carri armati, che al virus ha già preso la scena. Pure, è profondo il senso di liberazione da un nemico vero e spaventoso al pari delle bombe. Guardando a ritroso i nostri ultimi due anni, scopriamo quanta parte abbia avuto – in ‘questa’ guerra terribile e silente -l’attività di ricerca e l’arrivo dei vaccini. Nel frattempo, anche il confronto sulla campagna vaccinale ha visto mutare i toni, senza che per questo sia cessato il contrasto sulla lettura dei dati, anche in merito a una sperimentazione da più parti ritenuta troppo breve. L’annuncio recente dell’avvento di Novavax a fianco dei più noti Moderna e Pfizer merita un momento nuovo di attenzione. Non a caso Novavax (potenza di un nome!) è stato da più parti presentato come alternativo a quelli a tecnologia mRNA, tanto da meritarsi – sui titoli più ad effetto e molta approssimazione –  la qualifica di “vaccino vegetale’, magari capace di vincere perfino le resistenze no-vax. Dunque, qual è la differenza? Quale ‘preferire’ tra Pfizer e Novavax? A noi semplici Utenti poco avvezzi ai principi rigorosi della Scienza e senza velleità di spiegazioni fai-da-te, la voce dell’Esperta è ancora più preziosa. Potrà valere a fare chiarezza e guidarci a sciogliere il primo ‘nodo’ di ogni ragionamento: come funzionano i vaccini, qual è il meccanismo che permette di difendere l’uomo dall’attacco del virus?  E, da qui, rispondere alla seconda domanda: c’è davvero differenza tra un vaccino e l’altro?  

Queste poche righe vogliono solo catturare la principale differenza tra i vaccini Pfizer e il Novavax per il SARS COV 2.                                           

 Prima di tutto, semplici e indispensabili premesse.

 A cosa servono i vaccini?

A rendere l’organismo pronto alla risposta immunitaria dopo stimolo di un agente patogeno (non solo, ma a noi è questo ciò che interessa per l’argomento da trattare).

Il contatto con virus e batteri induce il nostro sistema immunitario a “montare” una risposta che sia in grado di eliminare/mitigare le azioni del patogeno. Ovviamente tutto ha bisogno di tempo, quindi se l’organismo la risposta l’ha già nel suo bagaglio “immunitario”, sarà immediatamente pronto a rispondere agli stimoli nocivi. Questa immediatezza impedirà tutta la cascata di eventi patologici che inevitabilmente, dal grado blando a quello gravissimo che porta alla morte, un’infezione può innescare.

L’evoluzione di tecnologie e le maggiori conoscenze su virus e batteri hanno cambiato l’approccio terapeutico dei vaccini, ma questo sarà l’argomento di una successiva trattazione.

la principale differenza tra i vaccini Pfizer e il Novavax
La dott.ssa Stefania Palma, dottoressa chimico farmaceutica con studi specialistici in biostatistica e sperimentazione clinica. Dall’insorgere della pandemia ha approfondito studi in virologia-molecolare sulle potenzialità dell’utilizzo dei virus nelle diverse applicazioni biotecnologiche in grado di interferire con la replicazione virale.

A cosa servono i vaccini?

A rendere l’organismo pronto alla risposta immunitaria dopo stimolo di un agente patogeno (non solo, ma a noi è questo ciò che interessa per l’argomento da trattare).

Il contatto con virus e batteri induce il nostro sistema immunitario a “montare” una risposta che sia in grado di eliminare/mitigare le azioni del patogeno. Ovviamente tutto ha bisogno di tempo, quindi se l’organismo la risposta l’ha già nel suo bagaglio “immunitario”, sarà immediatamente pronto a rispondere agli stimoli nocivi. Questa immediatezza impedirà tutta la cascata di eventi patologici che inevitabilmente, dal grado blando a quello gravissimo che porta alla morte, un’infezione può innescare.

L’evoluzione di tecnologie e le maggiori conoscenze su virus e batteri hanno cambiato l’approccio terapeutico dei vaccini, ma questo sarà l’argomento di una successiva trattazione.

Come formiamo gli anticorpi?

Di solito la presenza di una proteina estranea al nostro organismo, riconosciuta come “invasore” (per rimanere nel tema più drammatico di questi giorni) scatena una cascata di eventi che porta alla formazione di anticorpi.

Sono quindi alcune proteine (ora parliamo del SARS Cov 2) a innescare la risposta immunitaria?

La risposta è si, ma ci rendiamo subito conto che la/le proteina/e che inoculiamo devono essere innocue.

Bene, allora quale proteina è stata scelta?

La scelta è caduta sulla famosa proteina spike, presente sul rivestimento esterno del virus e indispensabile per permettere l’entrata del virus nel suolo del popolo da “invadere”,  le nostre cellule.

Da sola questa proteina non ha alcun effetto patogeno, ma la formazione degli anticorpi contro di essa permetterà alle cellule sotto attacco di rispondere immediatamente, bloccarla e impedire l’entrata del virus.

Ora arriviamo ai vaccini.

Il tanto discusso vaccino Pfizer, su cui è stato detto tutto e il contrario di tutto, non inocula direttamente la proteina spike, ma il suo precursore molecolare.

L’informazione di come fare tutte le proteine di un organismo, risiede nel codice genetico.

Quello che chiamiamo genoma. Ma il genoma ha bisogno di essere prima decodificato e poi di essere tradotto. Ad esempio l’alfabeto Morse da una serie di segnali decodificati in lettere permette di formare le parole.

Anche la differenza del genoma verrà trattata separatamente, per ora ci basti sapere che il precursore decodificato di una proteina è il “famoso” mRNA, o RNA messaggero. Questo porta l’informazione della proteina da formare, all’interno nel macchinario sintetico cellulare che risiede nel citoplasma (e NON nel nucleo, dove risiede il nostro DNA). Il citoplasma  è in grado di trasformare l’RNA in aminoacidi. L’insieme degli aminoacidi forma le proteine.

Il vaccino Pfizer contiene l’RNA messaggero della proteina spike.

La tecnologia per questo vaccino, non l’unico a RNA in quanto sono già anni che vaccini a RNA sono stati studiati, è un poco più complessa anche perché la molecolina di RNA è molto delicata e nel giro di poche ore completamente eliminata dalla cellula.

L’RNA messaggero porta alla formazione della proteina spike.

La proteina spike, assolutamente innocua per l’organismo, scatena la risposta immunitaria reagendo a un insulto per le cellule che la sentono come estranea.

Il vaccino Novavax la proteina la dà già formata e, diciamo, utilizza una via tipica di altri vaccini in commercio come quello per il meningococco e il papillomavirus , quindi non direi una tecnologia innovativa!

Ora cari lettori, quale differenza notate nei due vaccini?

Differenze così forti, a livello di successiva risposta, da indurvi a preferire l’uno piuttosto che l’altro?

Entrambi sfruttano la stessa proteina per “montare” la risposta immunitaria, diverso è il modo in cui arrivano ad avere tale proteina….ma non certo con tecnologia 5G!

Sarà bene tenere a mente che tutte le proteine sono formate dagli stessi aminoacidi. E’ la diversa composizione di questi, nella parte lineare o quando assumono conformazione tridimensionale durante il loro disporsi e combinarsi in modi differenti, a conferire differenti azioni e dare un ‘volto’ differente ad ogni proteina.

Ennesima prova dell’infinita, sorprendente varietà della Natura.

39 Comments

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