Storie di Dislessia: storia di Camilla Spadolini

Storie di Dislessia: storia di V. V.

Il mio disturbo d’apprendimento, l’ho scoperto a cinque anni. La mia maestra notava che non riuscivo a mettere insieme le parole, infatti le dividevo a metà (es: Casa – Ca sa ; Cinema – Cine ma ). Facevo difficoltà a leggere, imparare le tabelline, non capivo qual era la destra e la sinistra, non sapevo le ore e ovviamente facevo difficoltà a scrivere. È stata lei ha consigliare a mia madre di portarmi da una logopedista e ad altre figure competenti, le quali mi hanno certifica una DSA leggera su: Dislessia, Discalculia, Disortografia e Disgrafia. I miei ostacoli si sono creati quando (prima ancora della legge del 2010) mi hanno dato un insegnante di sostegno, il quale mi portava in un’altra classe, distaccandomi dalle lezioni principali, anche s’era molto bravo. Le materie che non facevo erano: inglese, grammatica italiana, matematica. Gli insegnanti delle medie e delle superiori, mi hanno sempre dato una piccolissima mano, anche dopo la legge del 2010 (avevo i metodi compensativi). Inoltre i miei compagni di classe, vedendomi in difficoltà e osservando che uscivo alle lezioni, mi deridevano, dandomi soprannomi veramente maligni. Devo ringraziare solo due maestre che conoscendo la DSA, le quali mi hanno aiutato a casa.

Riguardo alla grammatica italiana sono stata io a doverla imparare da sola. Ho preso due libri di grammatica e me li sono letti e studiati, poi per aiutarmi con la letteratura, ho iniziato a leggere i Classici come: Manzoni, Goldoni e anche libri su materie scientifiche. Ho trovato due miei talenti: il primo era il disegno, era la mia valvola di sfogo e disegnavo ogni giorno; il secondo talento (grazie alle letture dei libri citati e alle conoscenze grammaticali) è stata la scrittura. Posso ringraziare alcune amiche scrittrici che mi hanno dato una mano. Attualmente scrivo su una piattaforma web e ho concluso già tre libri (spero un giorno di pubblicarne almeno uno). Il mio rapporto con la dislessia nel passato è stato un “demone”, il quale mi ha fatto soffrire, perché vedevo gli altri leggere e scrivere così velocemente senza sbagliare. I miei voti alle medie e superiori non erano eccellenti per colpa degli insegnanti… diciamo… assenti. Ho sofferto molto per questo, evitavo di mangiare e diciamo… piangevo quasi ogni giorno. Le critiche degli insegnanti non mancavano, poiché dopo la certificazione, sostenevano che non avessi le capacità di studiare né di prendere un diploma.

Ora invece questo “demone” è diventato un compagno fidato e gestibile; ho preso due diplomi e sono al secondo anno di università. Ho concluso quasi tutti gli esami del primo anno, ho scelto Scienze dell’Educazione e vorrei lavorare nei nidi d’infanzia e se sarà possibile con i ragazzi che soffrono di disturbo dell’apprendimento. Non so se possa essere utile, ma per me è stata fondamentale la determinazione. Essa era ed è l’unica arma che si può usare per affrontare questa difficoltà e il mondo.

Storia di V. V.


Storie di Dislessia: storia di Giada Cremonese 1

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