XXVI MEETING dell’AMICIZIA – Rimini 19-25 agosto 2016
A detta di quanti abbiano già avuto esperienza del Meeting, anche solo di poche edizini precedenti, non appare – questa – la versione più brillante né la più ricca. E’ generalizzato il clima e anche il contesto che richiama, anche per la manifestazione riminese, precisi segnali di crisi, non certo nella programmazione degli eventi – ricchi e variegati come sempre – o nel tenore degli ospiti e dei loro contenuti, quanto piuttosto – e qui, tangibilmente – nei numeri in termini di fatturato ma perfino in metri quadrati relativi alle diminuite superfici di estensione di alcuni fra gli stands de partners commerciali più imponenti e significativi o delle macroaree riservate a servizi.
La Fondazione Meeting ha il merito di affrontare il tema senza reticenze e, anzi, guidando essa stessa l’analisi di un tragitto che, a guardare le cronache più remote, ha puntualmente fatto da spunto per polemiche e spaccature anche gravi, anche da… ricorso alla giustizia dei tribunali per emergere puntualmente una verità diversa, fondata su cifre e totali di chiusura a smentire i più critici. Da osservatori disincantati e desiderosi solo di capire, prendiamo le mosse dal 2014, quando il bilancio si attestava a 4,7 milioni di euro per passare ai 5,4 del 2015 e alla previsione già anticipata per il 2016 di 5,7 milioni. Come illustrato alla stampa e ribadito anche nelle giornate del meeting dal direttore generale della Fondazione Sandro Ricci, insieme alle cifre continua pure a salire lìapporto dei volontari e lo stesso impegno economico degli espositori occasionali. A ben guardare, tuttavia, non può negarsi l’incidenza in negativo delle riduzioni – anche drastiche – degli investimenti di maggior peso, dei grandi sponsor costretti per forza di cose (leggi: ridimensionamento e taglio di spese) a stringere i cordoni della borsa restringendosi, anche visivamente nell’area meeting, a contrarre gli spazi espositivi.
Ché, poi, potrebbe perfino dirsi, in perfetta sintonia con i dubbi espressi negli anni scorsi da taluni ambienti ciellini, non tutti i mali giungono per nuocere. Il passo indietro di una ricca presenza come Lottomatica, ad esempio, pare venga perfino salutato come un auspicato (salvifico, benedetta CL?!!) allontanamento che riporta coerenza al quadro generale.
E dal quadro generale – riferisce ancora la Fondazione – un dato negativo impiega poco a tradursi, all’osservatore … di ‘buona volontà’, si rivela pieno di risvolti positivi, solo a voler guardare alle moltiplicate vie di reperimento di altre risorse, generate dall’interno della stessa macchina organizzativa che ha saputo reagire e implementare già dalla edizione 2016. Il primo riferimento è sicuramente al fundraising che oggi, anche potenziato via web, conferma una strada già consolidata da CL sin dai tempi della vecchia sede della fiera …..
Ancora i numeri a parlare chiaro. A detta degli organizzatori – lo indicavamo in apertura – sarebbero mere illazioni e di poca consistenza gli allarmismi diffusi fino alla vigilia, visto che i fondi raccolti ammontano a 20 mila euro nel 2014, già a 120 mila l’anno scorso. Per il 2016 si aggiunge, nel computo, anche il valore del gratuito conferimento di tempo e forza lavoro fornito dai volontari il cui sforzo – lo proclamano da ogni parte – ha permesso di attenuare proprio l’effetto delle defezioni maggiori e soprattutto, quest’anno, degli Enti Locali che peraltro, si aggiunge, già nei tempi migliori non conferivano più di 50.000 euro l’anno!
In realtà – e questo non potrà che consolare anche gli osservatori più indifferenti, c’è una voce che si conferma cospicua e ben stabile anche quest’anno ed è la Cultura, che garantisce la partecipazione fino a circa 3300.000 spettatori al ricco cartellone di spettacoli, fra concerti e teatrali o eventi di spettacolo di evasione, riservati – a pagamento – agli orari serali.
Una volta tanto l’offerta culturale si fa portatrice trainante del valore aggiunto che l’intero sistema-Italia proclama invano di voler incrementare nel PIL nazionale. Il dato sarà presto verificabile con le cifre del bilancio di chiusura.
Torneremo a parlarne anche da questo spazio, ostinatamente speranzosi, a dispetto dei luoghi comuni.