L’incendio del 5 maggio alla Eco X di Pomezia era stato presagito dal comitato di quartiere “Castagnetta Cinque Poderi” in una lettera indirizzata al Comune di Pomezia il 3 novembre 2016: “l’accumularsi di ingenti quantitativi di spazzatura con conseguenti miasmi maleodoranti presso i piazzali della società Eco X sita in Pomezia, via Pontina Vecchia km 33,381.
La società opera da anni ma mai si era venuta a creare una tale situazione che sta generando qualche allarme tra la popolazione che teme per la propria salute e inquinamenti ambientali qualora dovesse insorgere qualche incendio… Siamo quindi a chiedervi, nell’ambito dei compiti istituzionali di competenza, di voler effettuare una verifica quanto più immediata e, se possibile, nel volerci dare quelle informazioni necessarie per poter adeguatamente rassicurare la popolazione”. Sono passati sei mesi dalla sollecitazione del comitato all’incendio ed anche con le dovute lentezze burocratiche se si fosse agito preventivamente, facendo le dovute verifiche nella sede dello stabilimento di stoccaggio, forse si sarebbe potuto prevenire un tale disastro. La Procura della Repubblica di Velletri ha confermato comunque la presenza di materiali di amianto e diossina ed è indagato, l’amministratore unico della società Antonio Buongiovanni, “per incendio e inquinamento colposo”.
A causa della presenza di amianto Ezio Bonanni presidente dell’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) ha dichiarato: “Purtroppo quello che temevamo si è verificato e ora gli effetti sulla salute per quanto riguarda l’amianto si vedranno nei prossimi 20, 30, 40 anni, quando ci saranno i casi di mesotelioma”. Secondo Iarc (International Agency for Research on Cancer), sul sito dell’Osservatorio troviamo che tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, ed è confermata l’associazione tra l’esposizione ad amianto e maggiore incidenza alla laringe, allo stomaco e al colon retto.
È inoltre emerso che la Eco X non dispone di un sistema antincendio «rispondente ai canoni normativi, né di una certificazione antincendio», ed era già stata sanzionata nel 2012 per irregolarità. Sulle possibilità di un eventuale incendio doloso, ipotizzate dal sindaco di Pomezia Fabio Fucci, non ci sono elementi per parlare di incendio doloso” per il procuratore capo di Velletri Francesco Prete “le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l’innesco è avvenuto all’esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata un ingente quantità di rifiuti”. Il sospetto è che possa essere avvenuto in maniera accidentale e che potrebbe anche essere stato un mozzicone di sigaretta. Il sindaco di Pomezia nell’intervento al consiglio comunale straordinario relativo all’incendio ha detto che se verranno accertate le responsabilità e si andrà a processo la città dovrà essere risarcita per l’enorme danno all’ambiente e alla comunità di Pomezia. L’Arpa Lazio e la Asl Rm6, hanno comunque dichiarato che nelle vicinanze dell’impianto di stoccaggio dei rifiuti non sono emerse particolari criticità. Durante l’incontro con i giornalisti dell’11 maggio è stata confermata la presenza di amianto nel tetto dello stabilimento, ma sono state escluse quantità significative dello stesso nel centro di Pomezia.
Non resta che aspettare prossimi sviluppi, sperando in rilievi uniformi che escludano inquinamenti ambientali di poca o nulla incidenza di amianto.
Enrico Di Fabio