Nuovi scenari di Giustizia Riparativa si registrano finalmente in Italia, con iniziative concrete e di grande novità e prospettiva.
In particolare la provincia di Latina si segnala per il carattere innovativo e già di eccellenza nella capacità realizzativa che sta dando vita a nuovi organismi basati su competenze consolidate, sia tra liberi professionisti che a livelli dirigenziali della Pubblica Amministrazione.
Si tratta di preziose sinergie che, sommate alla sensibilità finalmente più matura di interi settori della politica dei Territori, consentono oggi di avviare nuovi percorsi di risoluzione dei problemi generati dalla commissione di reati, in particolare da parte di minori.
Dopo il varo della mediazione civile di comunità presso il Comune di Aprilia (LT), è a Terracina che si sta varando una nuova proposta per il rilancio di concrete politiche per la famiglia, supporto alle fragilità sociali più a rischio. Nelle parole della Dirigente dell’Istituto “Filosi” Dott.ssa Margherita Silvestre, raccolte in questi giorni da più parti presso emittenti e stampa, emerge chiaro l’intento di perseguire non solo le attività istituzionali proprie di una scuola tecnico-professionale di storica tradizione sul territorio pontino, ma anche di far sì che educazione, istruzione e formazione possano valere come forma di vera prevenzione sui problemi dell’intero tessuto sociale della comunità.
La nuova struttura educativa dovrà insomma fungere da osservatorio di tutte le dinamiche e i problemi dell’ambito giovanile, a indagare sulla realtà scolastica che, ancor più dopo oltre un anno di pandemia, evidenzia l’insorgere di serie problematiche comportamentali e di socializzazione fra gli adolescenti.
Come afferma la dott.ssa Silvestre, “in questi termini diventa essenziale creare rete di rapporti con altri Istituti e Istituzioni per unire le forze e valutare da vicino problemi interni alla famiglia ma anche fuori da questa, al fine di ricercare l’impegno di tutte le componenti da affiacare nell’opera comune“.

Il progetto si muove su base distrettuale dell’asse Fondi-Terracina ed è avvalorarto dalla convinta partecipazione manifestata, per le Istituzioni, dall’Assessore alle Politiche Sociali del comune di Terracina Alessandro Di Tommaso: “Mai come in questo momento storico siamo tornati alla valorizzazione dei nuclei familiari e in questo progetto rinnovato, grazie al supporto che viene dalla diocesi e dal distretto territoriale della provincia, si trova spazio per creare nuove opportuità intornno alla realtà familiare. Il nuovo piano di collaborazione è esteso a 360 gradi su tutte le problematiche del nucleo, dall’ascolto all’accoglienza fino all’aspetto per noi fondamentale che è la risoluzione della conflittualità, che dal privato si estende spesso alla comunità intera. Grazie a professionisti che si sono messi a disposizione con la competenza acquisita a loro volta presso la diocesi, è possibile supportare i cittadini e aiutarli a metabolizzare e affrontare i conflitti.“.

Fulcro dell’attuazione progettuale è, infatti, il Consultorio familiare presso il quale trova da anni realizzazione un’idea fortemente sostenuta da professionisti di vari settori, operatori del sociale o del diritto come l’avvocato Pasquale Lattari, che del centro per la mediazione minorile è primo responsabile e portavoce, anche dalle colonne del nostro giornale. “Il nostro impegno a fianco dell’Amministrazione comunale e dell’Istituto “Filosi” vedrà il nostro organismo svolgere l’attività che già sviluppiamo come consultorio familiare presso la curia. Siamo convinti della validità ‘terapeutica’ della mediazione penale, sia in sede minorile quanto per gli adulti. Siamo presenti già da 10-15 anni a Latina e provincia e da ultimo gestiamo per il Lazio tutti gli invi dei casi provenienti dal Tribunale dei Minorenni di Roma”.
Siamo di fronte ad un vero e proprio ampliamento della Giustizia Riparativa già in atto per gli adulti, come spiega ancora Lattari:
“Ci proponiamo di offrire ai ragazzi delle scuole percorsi di formazione adatti a farli partecipi anche a livello concreto, per una riflessione piena sulle conseguenze delle loro condotte sbagliate. In tempo di pandemia si moltiplicano i casi di bullismo, ancor più a distanza e sul web. La formazione non solo teorica ma laboratoriale impegna i più giovani a riflettere e scoprire cosa significhi veramente il reato, quali siano le effettive conseguenze per tutti i soggetti che ne entrino a contatto. Si propone così una gestione dei conflitti che deve riguardare da vicino non solo chi ha sbagliato, ma anche la vittima, le loro famiglie, la comunità intera in cui vivono. In questo modo la rete di coordinamento saprà gestire un piano molto preciso e mirato in cui la scuola è chiamata a protagonista, in un ruolo di assoluta centralità. Educazione e Istruzione chiamati in campo, irrinunciabile snodo per dare senso e valore a tutto l’impianto destinato a migliorare le nostre Comunità”.
*