Fra memoria e nostalgia, passione e impegno sociale, arriva nelle vie antiche di Roccagloriosa (SA) una serata che non t’aspetti. Perché di recital di poesia e accompagnamento in musica è pieno il mondo, nei teatri e le rassegne estive di tutt’Italia, ma poche sono quelle che riescono a portarsi dietro l’incanto e quasi la sorpresa di un incontro toccato in dono a pochi.
Si è cantato del Cilento nella serata di poesia che l’associazione “Effetto Donna” Onlus ha scelto di dedicare – per il finale dell’estate 2017 – al poeta e scrittore Giuseppe Liuccio. Nativo di Trentinara (SA), cantore della sua terra con grandi raccolte di poesie dialettali e non (l’ultima delle quali, uscita per i tipi di Galzerano, nel 2016 col titolo “Ienestre, cerasa e vasi. Poesie e canzoni cilentane”), Liuccio è poeta conclamato, insignito di premi e riconoscimenti in tutta Italia. Non solo per la sua alta produzione in dialetto, ma altrettanto come autore e giornalista e, ancora, come docente e cultore raffinato di Latino e Greco, Liuccio è stato insignito nel 2007 – dal Presidente della Repubblica Napolitano – del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Chi meglio di lui avrebbe potuto offrire un saggio così mirabile, da rivelarsi ben presto un viaggio e, come tutti i viaggi, una scoperta? Nei suoi versi, attraverso lo scorrere semplice di storie e luoghi, rivive la terra che fu scenario di Parmenide e Zenone e vide le gesta eroiche di Carlo Pisacane e del prete rivoluzionario Antonio Maria De Luca , vittima delle repressioni che nel 1828 soffocarono i moti del Cilento.
Con afflato di sentimento vivissimo e in una espressività tutta terrigna e orgogliosa, scivolano nella serata ricca di spunti le considerazioni dell’Autore sulla storia e la cultura di un territorio prezioso da esaltare e riscoprire ogni volta.
L’evento, saggiamente collocato nella storica residenza di una delle famiglie più note e insigni dell’antico centro, vive sul forte richiamo alle mitiche origini storiche e socio-economiche di un’intera regione. L’area del basso Cilento – da Paestum a Velia fino a Palinuro e Camerota – emerge, dai versi, esaltata nel segno della grandezza del passato, ma – al contempo – si fa alta la denuncia di secoli di incuria e colpevoli abbandoni. La serata si inserisce in perfetta sintonia con le proposte varate negli anni da “Effetto Donna” Onlus. Cultura e Ambiente, Storia e Arte sono valori che non si dissociano mai da quelli della Legalità e del Senso Civico di una cittadinanza attiva. Ne deriva, così, una battaglia di rinnovamento che caratterizza l’attività del gruppo in rosa, tenacemente impegnàto nel compito non semplice di superare limitanti carenze strutturali non meno che di impostazione culturale. Dovremmo qui interrogarci sulle prospettive che – a livello nazionale, guardando alla preziosa provincia italiana e alle aree periferiche del Belpaese – siano effettivamente consentite alle attività associative, volontaristiche in genere, culturali più nello specifico. Quale connessione deve porsi fra pubblico e privato, quali risorse impiegare per ottimizzare e non depauperare i risultati raggiunti o le proposte, le aspettative di un territorio?
Il tema è complesso, né può risolversi in un dibattito di sterile accademia.
Ci piace, intanto, osservare come ogni momento che ponga al centro la bellezza produca in sé benefico stimolo, foss’anche dal sapore vagamente provocatorio o numericamente minoritario.
Non paia eccessivo il pensiero, ma i versi di Liuccio – trasfusi magicamente nelle note di Giacomo e Giovanni Rodio e la voce di una straordinaria Antonietta Speranza – inducono a confidare che ogni traguardo sia possibile agli ‘audaci’. Una sagra, un concerto dal vivo, un recital di autentica poesia: lecito scoprire – da piccole realtà – gli stessi grandi sogni di cui è popolata la Storia.