"Piccoli schiavi invisibili 2017" il dossier di Save the Children.

“Piccoli schiavi invisibili 2017” il dossier di Save the Children.

"Piccoli schiavi invisibili 2017" il dossier di Save the Children.MINORI STRANIERI SCHIAVIZZATI IN LAVORI AGRICOLI, RISTORAZIONE, PROSTITUZIONE E ACCATTONAGGIO.

Il dossier documenta i minori stranieri vittime di tratta e sfruttamento in Italia. Sono gli stessi adolescenti protagonisti di queste sfortunate avventure a raccontare le storie dello sfruttamento subito, sessualmente e lavorativamente. Sono passati 17 anni dal Protocollo di Palermo (documento della convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale) che per la prima volta metteva su carta gli elementi distintivi della tratta di esseri umani: “Reclutare, trasferire, custodire o accogliere persone, per sfruttarle lavorativamente o sessualmente ricorrendo ad azioni illecite quali inganno, minacce o coercizione”. Nonostante le misure repressive attivate in Italia e in tutta Europa la tratta è un fenomeno criminale in crescita costante. A livello mondiale l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che sono circa 21 milioni di uomini, donne e bambini, le vittime di lavoro forzato o sottomessi all’arbitrio di datori di lavoro. Il viaggio affrontato con la prospettiva di una vita migliore, nella maggior parte dei casi, iniziato volontariamente, si trasforma, a causa del debito che si contrae con i trafficanti, in una discesa agli inferi, imprigionati in lavori forzati e quindi alla schiavitù. Di questi 21 milioni, sempre secondo l’ILO, 4,5 milioni subiscono forme di sfruttamento sessuale mentre i restanti 16,4 milioni sono costretti a lavorare dove è più alta la domanda di lavoro a basso costo (agricoltura, pastorizia, edilizia e lavori di cura). L’81% delle vittime di tratta è rappresentato da donne e minori reclutati in Paesi gravati da disoccupazione, povertà, fragilità dei sistemi del welfare. Quantificare oggi le vittime di tratta e grave sfruttamento lavorativo è estremamente complesso, sia per la natura sommersa di questo crimine, sia per le difficoltà di identificazione delle vittime. Il numero di minori coinvolti intanto cresce di anno in anno, dati diffusi nel 2016 hanno rilevato che i bambini vittime di tratta sono il secondo gruppo più numeroso dopo le donne, e si attestano dal 25 al 30% del totale (i dati si riferiscono ad un periodo compreso tra il 2012 e il 2014). Su un numero di 63.251 vittime, 17.710 sono minori. Nell’unione europea le vittime conteggiate sono state 15.846 di queste il 76% sono donne e il 15% bambini. Guardando i dati nel totale è vittima di prostituzione forzata il 67% mentre il 21% ha subito sfruttamento lavorativo. I quattro ambiti, in cui molti minori stranieri sono impiegati in condizioni servili, sono l’agricoltura, la ristorazione, la prostituzione e l’accattonaggio. In Italia, tra le vittime maggiori spiccano i minori non accompagnati arrivati nel Bel Paese per fuggire dalla povertà, da tensioni politiche, e da crisi umanitarie. Se nel 2015 i minori soli sbarcati sulle coste italiane sono stati 12.360, nel 2016 il flusso si è attestato a più del doppio: 25.846 (dati del ministero dell’interno). Per la maggioranza di questi minori soli lo sfruttamento si profila sin dall’inizio della traversata e spesso prende corpo nella prima fase di ingresso in Italia. Secondo Europol circa il 20% dei presunti responsabili di traffico in Europa presenta connessioni con la tratta di esseri umani. Il confine tra il traffico di esseri umani e la tratta e lo sfruttamento è sempre più labile, lo confermano anche le evidenze raccolte da Save the Children nell’ultimo anno, le quali mostrano un aumento dei casi di tratta, abuso e sfruttamento, iniziati al momento dell’arrivo in Italia, proprio per saldare il debito contratto per effettuare il viaggio. Sebbene il traffico di minori (smuggling) in teoria si distingue dalla tratta (traffcking) per via del denaro che il minore corrisponde al trafficante per entrare irregolarmente nel Paese di destinazione, le principiali inchieste ed investigazioni confermano che nella maggior parte dei casi la tratta di minori e` perpetrata attraverso gli stessi canali e con le stesse strategie criminali utilizzate per lo smuggling. La condotta coercitiva e ingannevole messa in atto dai trafficanti nei confronti delle vittime, fa si` che anche nel caso del traffcking un consenso iniziale allo sfruttamento da parte della vittima sia comunque irrilevante."Piccoli schiavi invisibili 2017" il dossier di Save the Children. 1

In Italia, lo sfruttamento lavorativo dei minori migranti rappresenta un segmento importante della tratta. Diverse testimonianze dei bambini e degli adolescenti, raccolte da Save the Children, mostrano che spesso l’esperienza migratoria deriva da una costrizione all’emigrazione più che da una scelta libera. In molti casi, come confermano le testimonianze, si tratta di minori partiti con un progetto migratorio puntando quasi esclusivamente alla ricerca di lavoro per una indipendenza economica da veicolare ai familiari rimasti nel Paese d’origine, o di pressioni psicologiche da parte di familiari o di terze persone. La mancata percezione dello sfruttamento subito dalla propria condizione lavorativa e l’assenza di consapevolezza dei rischi connessi allo sfruttamento lavorativo, rendono i minori migranti, specialmente quelli soli, particolarmente esposti allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata, come nel caso dei minori vittime di caporalato. Altra faccia dello sfruttamento è quello sessuale, fenomeno che riguarda principalmente le bambine e le adolescenti. Secondo i rilevamenti del Dipartimento per le pari opportunità, nell’intero 2016 le vittime di tratta sono state complessivamente 1172, 107 uomini, 954 donne e 111 minori, tra questi ultimi le ragazze in protezione sono circa l’84% dei casi. Sempre rispetto al 2016, le dieci principali nazionalita` dei minori soli sono state l’Eritrea (15%), Gambia (12,5%), Nigeria (12%), Egitto (9,5%), Guinea (9,3%), Costa d’Avorio (6,7%), Somalia (6%), Mali (5,4%), Senegal (4,5%) e Bangladesh (4%).

La crescita del flusso migratorio dei minori e` confermata dal volume dei flussi registrato nei primi mesi del 2017: a maggio sono 60.228 i migranti arrivati in Italia, tra cui 6.156 donne (2.800 nigeriane) e 8.312 minori stranieri non accompagnati, tra cui spicca il numero in crescita delle minorenni nigeriane e l’aumento dei minori bengalesi entrati nei circuiti dello sfruttamento lavorativo. Al 31 maggio 2017 alcune nazionalità sono aumentate considerevolmente. La prima nazionalita` e` quella dei ragazzi originari della Guinea (14,7%), seguita dal Bangladesh (14%), Costa d’Avorio (11,8%), Gambia (11,8%), Nigeria (7%), Senegal (6%), Mali (5%), Somalia (5%), Eritrea (4%) e Siria (3%).

Il Dipartimento per le pari opportunità ha rilevato che il 50,45% dei minori è sfruttato sessualmente, lo 0,9% è coinvolto in matrimoni forzati, il 3,6% nell’accattonaggio, il 5,41% è sfruttato sul lavoro, il 9,91% nelle economie illegali come lo spaccio.  È utile ricordare che questi dati non includono la maggioranza delle vittime di tratta e sfruttamento, che sono al di fuori del sistema di protezione nazionale.

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