"COME SONO (STATO) FELICE" - Andrea Camilleri - Auditorium Parco della Musica Roma 1

Come sono (Stato) felice

 

Chi di noi abbia provato anche una sola volta a definire la propria idea di felicità si sará sicuramente reso conto di quanto non sia un’impresa semplice, per niente.
Intanto perché è impossibile trovare una definizione universalmente valida che spieghi questo termine. Ognuno più o meno consciamente ne elabora una propria e personale opinione che può essere ancorata a un concetto, individuale o universale che sia.

Questo il tema dell’ evento Libri Come che, nello scenario dell’Auditorium Parco della Musica in Roma, ha ospitato per 3 giornate conversazioni e riflessioni di alcuni fra i più amati e celebri autori della nostra letteratura. Nella giornata finale di domenica 18 marzo non poteva esserci chiusa migliore che nelle parole e i ricordi di celeberrimo scrittore e, soprattutto, un grande uomo come Andrea Camilleri.
L'”impiegato modello della scrittura” , come lui stesso si è definito in un mirabile connubio di ironia e saggezza, ha descritto la sua personalissima concezione di felicità come una folgorazione che giunge inaspettata, inattesa, quando meno ce lo aspettiamo e forse, ha aggiunto, quando meno ce lo meritiamo.
” È qualcosa che ci fa cortocircuitare con tutto il resto della nostra vita “, una sensazione profonda e istantanea, certamente breve e fugace, altrimenti “A quel lume bruci come una falena”.
Lo stesso autore ha confessato di essere stato davvero felice raramente, in particolare solo una volta in tutta la sua vita: in un giorno di sole trovandosi in campagna, sentendo l’odore della citronella ha percepito quell’armonia che lo ha conciliato, anche se per pochi istanti, non solo con il mondo, ma con tutto l’universo e con le costellazioni più distanti. Una sensazione pervasiva che gli ha fatto sentire il bisogno di cantare a squarcia gola senza un motivo, “solo”perché in quel momento era Felice.
Ciascuno può quindi rispecchiarsi tanto o poco o forse anche per nulla in questa idea, tanta è la soggettività che questo termine porta in sè.
Anche per questo abbiamo voluto chiedere anche a qualcuno del pubblico di parlarci del proprio concetto di felicità così voi, come noi, vi potrete meravigliare di quanto questo possa variare.
Una cosa però è certa: senza la felicità, o perlomeno la sua idea, seppur astratta, l’uomo non ha vita.

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